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"Sogno di diventare come Van der Poel" - Intervista ad Ettore Fabbro

Intervista al giovane ragazzo del Jam's Bike Team Buja che, dopo il tricolore conquistato a settembre in MTB, ha fatto doppietta a Lecce nel ciclocross


Si è appena conclusa una stagione straordinaria per Ettore Fabbro, in cui il giovane ragazzo di quasi 14 anni (li compirà il 12 febbraio) alla prima stagione tra gli Esordienti si è già laureato per due volte campione italiano. Il primo tricolore lo ha vinto a settembre ai Campionati Italiani Giovanili di cross country dove ha battuto Da Rios e Pozzi, mentre la seconda affermazione l'ha conquistata un mese fa a Lecce nella disciplina del ciclocross, sempre davanti al suo rivale Da Rios. Entrambi i titoli sono stati vinti con la maglia del Jam's Bike Team Buja, squadra che lo ha accolto a braccia aperte e con cui sta condividendo momenti magici.

Ettore, partiamo proprio dal trionfo a Lecce, dove hai conquistato la maglia tricolore tra gli Esordienti del secondo anno. Raccontaci le emozioni di quel weekend straordinario.

Devo ammettere che già durante le prove del percorso che abbiamo fatto il sabato, mi sentivo un po’ nervoso perché il tracciato non mi piaceva molto, in quanto mi si addicono molto di più i percorsi in stile MTB. Sapevo, però, che con i consigli tecnici della mia squadra sarebbe andato tutto bene. Nonostante questo, il giorno della gara ero ancora più nervoso e per niente calmo, tanto che durante il riscaldamento ho quasi rischiato di rompere un cambio, ma grazie alle parole del mio ds (Roberto Ursella, ndr) mi sono subito calmato. Sono riuscito a fare una grande partenza e non ho rischiato di cadere, cosa che è successa alle mie spalle a Da Rios. Dopo il primo giro mi sentivo alla grande con qualche secondo di vantaggio, ma gli ultimi due giri sono stati durissimi. Il distacco da Riccardo Da Rios si accorciava sempre di più, ma grazie al supporto della mia squadra non ho mollato. L’arrivo è stato un gran sollievo...ce l’avevo fatta! Ero il nuovo campione italiano di ciclocross! Ero stanco morto, ma non potevo fare a meno di abbracciare il mio allenatore che è stato al mio fianco durante tutta la stagione.

A proposito della caduta di Da Rios, qualcuno ha detto che sei stato avvantaggiato da questa situazione, ma nulla toglie alla tua bellissima prestazione. Qual è il tuo rapporto con lui?

Devo dire che in gara siamo dei grandissimi rivali, però sempre corretti tra di noi. Fuori dalla competizione, invece, c’è un normale rapporto di stima tra due ragazzi.

Oltre alla maglia tricolore, sei stato protagonista indiscusso di tutta la stagione di ciclocross, terminando ogni gara a cui hai partecipato sul podio. E al Giro d'Italia finalmente a Ferentino hai vinto una tappa...

Sì, la vittoria ottenuta a Ferentino è stata una liberazione. Sono sempre stato bloccato in quel secondo posto per ben quattro tappe di fila e quella vittoria al GIC mi ha davvero rimesso in gioco. Avevo capito che la battaglia per la maglia rosa era ancora aperta, anche se alla fine Riccardo è riuscita a conquistarla meritatamente.

Il titolo italiano di Lecce non è il solo che hai conquistato. Infatti l'anno scorso a settembre hai vinto il campionato italiano di cross country. Ti aspettavi di vincerlo?

Quella è stata una settimana fantastica, ero molto tranquillo e puntavo sicuramente al podio. Poi durante la salita ho preso la testa della corsa ed ho iniziato a spingere sui pedali come un matto e c’è l’ho fatta. Sinceramente, però, non me lo sarei mai aspettato di ottenere la vittoria ed è stata un’ emozione immensa indossare il mio primo tricolore...davvero non ci credevo!


A proposito di squadra, quest'anno abbiamo visto la crescita del Jam's Bike Team Buja, capace di arrivare terzo nel campionato italiano a squadre di ciclocross. Qual è il segreto, la forza di questa bellissima realtà friulana secondo te?

Sono stato veramente fortunato a conoscere questa squadra, formata da persone e atleti molto in gamba. Durante l'allenamento, infatti, nonostante si lavori sodo, non manca mai il divertimento e la buona compagnia e questo secondo me è il vero punto di forza di questo bellissimo gruppo.


Un tuo punta di forza e un tuo lato, invece, dove devi migliorare per quanto riguarda il ciclocross.

Dalla tappa di Ferentino ho capito che uno dei miei punti di forza è la corsa a piedi, una caratteristica molto importante nel ciclocross. Dall’altro lato, invece, penso di dover migliorare la tecnica di conduzione della bici nel fango.

Come abbiamo visto, pratichi sia MTB sia ciclocross con ottimi risultati in entrambe le discipline. Quanto è importante svolgere più specialità diverse nel ciclismo moderno? Qual è la disciplina che ti piace di più e perché?

Sono assolutamente a favore della multidisciplinarietà, in quanto credo che ogni disciplina ti insegni qualcosa di nuovo, anche se non c’è molto tempo o possibilità per praticarle tutte. Al momento, preferisco la MTB perché mi diverto alla grande quando scendo giù da quelle ripide discese.

Qual è il o la ciclista che prendi come punto di riferimento?

Il mio idolo è sicuramente Mathieu van der Poel. Anche lui pratica sia MTB che ciclocross, oltre ovviamente al ciclismo su strada, e da grande vorrei diventare un campione come lui. Grazie a lui e a Van Aert, sempre in battaglia tra di loro, il ciclocross sta crescendo sempre di più e hanno dimostrato che fare più discipline ad alto livello non è affatto un problema, ma anzi permette di migliorare ancor di più le caratteristiche tecniche e le prestazioni.

Quali sono i tuoi obiettivi per questa stagione 2021, si spera normale?

Quest'anno nella MTB spero di partecipare alle gare più importanti e impegnative a livello tecnico del circuito, puntando ovviamente a qualche vittoria. Invece per quanto riguarda il ciclocross, credo che sarà una stagione molto dura perché dovrò mettermi alla prova anche contro gli allievi del 2° anno, facendo il passaggio di categoria.

Quali sono i tuoi luoghi e le tue salite preferiti in cui ami allenarti qui in Friuli?

Il monte di Buja è il luogo dove io e i miei compagni di squadra spesso ci alleniamo, su diversi percorsi in parte tracciati dal nostro allenatore. Un altro luogo a me caro è il monte Cuarnan, il quale offre una vista spettacolare. Devo dire, però, che il mio luogo preferito è la Forcella di Sant’ Agnese, dove al termine di una salita molto tecnica si arriva ad un'ampia zona di prato con un panorama sui vari pendii montuosi.


Ringraziamo Ettore Fabbro per la sua disponibilità e gli auguriamo una stagione 2021 piena di soddisfazioni e risultati, convinti di vederlo ancora crescere e farci divertire in sella alla sua bici.

 
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