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Doppia intervista ad Alice Papo e Elisa Rumac della DP66

Intervista alle due promettenti ragazze che sotto gli occhi attenti di Daniele Pontoni hanno vissuto una stagione ciclocross fantastica


Alice ed Elisa, due ragazze molto diverse ma dal percorso piuttosto simile. Entrambe cresciute da giovani nella Jam's Bike Team Buja fino alla categoria Allieve per poi approdare alla corte di Daniele Pontoni nella DP66 Giant SMP. Due ragazze promettenti che hanno appena concluso un'ottima stagione di ciclocross che le ha viste protagoniste al Giro d'Italia, dando vita ad una sfida a due per la conquista della maglia bianca, e in cui hanno ottenuto una convocazione in Nazionale per la tappa di Coppa del Mondo a Tabor.

In questo inverno siete state entrambe protagoniste al Giro d'Italia Ciclocross, nel quale avete ottenuto ottimi risultati e soprattutto siete state in lotta per la conquista della maglia bianca di miglior juniores, vinta poi da Alice. Ve lo aspettavate ad inizio stagione? Come avete vissuto questo "duello" tra compagne di squadra?

Alice: Sinceramente ad inizio stagione non me l'aspettavo, però gara dopo gara ho ottenuto dei buoni risultati e quindi ho iniziato a pensare di poter conquistare la maglia bianca. Inoltre, sono contenta del fatto che me la sia giocata fino all'ultima gara con la mia compagna di squadra Elisa.

Elisa: Vestire la maglia bianca già dopo la prima tappa del GIC è stata una sorpresa e poterla indossare per qualche tappa mi ha dato una grande soddisfazione. Ho lottato fino all’ultima tappa e sono comunque contenta che la maglia alla fine sia rimasta in casa alla DP66, nelle mani della mia compagna di squadra Alice.

Oltre alla lotta per la maglia bianca, avete fatto un’ottima figura anche ai Campionati italiani svoltisi a Lecce, dove siete andate molto vicino al podio. Com'è andata la gara? Sei soddisfatta?

Alice: I Campionati italiani sono stati una gara molto dura, come al solito d'altronde, e anche se le mie aspettative erano sicuramente altre, mi ritengo lo stesso abbastanza soddisfatta (Alice ha chiuso la prova in sesta posizione, ndr). Inoltre sono molto contenta della prestazione della mia compagna Lisa Canciani per il podio ottenuto.

Elisa: I Campionati italiani erano uno degli obiettivi principali della stagione e speravo di arrivarci al top della forma. Qualche settimana prima dell’appuntamento, però, mi si è infiammato il tendine perineo sinistro e questo purtroppo mi ha impedito di terminare alcune gare e di allenarmi nel modo adeguato. Vista la situazione, quindi, sono comunque molto soddisfatta del risultato ottenuto, ho dato tutto quello che avevo e sono contenta di essermi giocata il podio fino all’ultimo (Elisa è arrivata quarta, ndr).

Poche settimane fa siete state convocate in Nazionale per la prova di Coppa del Mondo di Tabor. Raccontateci l'emozione di indossare la maglia azzurra e fateci un riassunto di quella giornata.

Alice: Sicuramente è sempre un'emozione bellissima indossare la maglia azzurra e rappresentare la propria nazione all'estero. Detto questo, avrei voluto esprimermi meglio per ottenere un buon piazzamento alla mia portata, ma comunque è stata anche questa un'esperienza di crescita che mi aiuterà certamente a migliorare.

Elisa: La convocazione in Coppa del Mondo era un altro dei miei obiettivi stagionali e posso ritenermi fortunata ad aver partecipato ad una competizione come questa, visto il periodo difficile causa Covid-19. È stata un’esperienza fantastica, indossare la maglia azzurra è sempre un’emozione indescrivibile. La gara è andata abbastanza bene, forse con un po’ più di fortuna sarebbe potuta andare ancora meglio, ma sono comunque grata dell’opportunità che mi è stata data e del bagaglio di esperienza che ho portato a casa.

A proposito di Tabor, per la prima volta sono state convocate in Nazionale 3 ragazze friulane, e tutte e 3 della DP66. Qual è la forza di questa squadra?

Alice: La forza della DP66 Giant Selle SMP, innanzitutto, é quella di avere a capo di questa società una persona e un tecnico come Daniele Pontoni, senza poi dimenticare tutto lo staff e gli sponsor che per l'arco dell'intera stagione non ci fanno mai mancare nulla. Mi ritengo davvero fortunata ad avere accanto un maestro di vita come Daniele per tutti gli insegnamenti che mi sta trasmettendo e per farmi crescere nel modo migliore possibile in questo sport. Grazie Dani!

Elisa: La DP66 è una grandissima squadra, avere un campione come Daniele Pontoni al proprio fianco ogni giorno è incredibile. Sono cresciuta molto questa stagione grazie ai suoi insegnamenti e ai suoi consigli e anche grazie a tutti i membri di questo fantastico gruppo.


Oltre a Tabor, le prime gare di ciclocross quest'anno sono state sempre in Repubblica Ceca nella Toi Toi Cup, dove avete conquistato ottimi piazzamenti. Quanto è importante correre delle gare all'estero per accumulare esperienza?

Alice: Credo che sia molto importante partecipare a gare all'estero perché ci si può confrontare con altre atlete di nazioni diverse magari di livello superiore. E devo dire che sto vedendo che il percorso di crescita e il lavoro svolto sotto gli occhi attenti di Daniele Pontoni sta dando i suoi frutti.

Elisa: Correre all’estero è fondamentale: ti permette di gareggiare in percorsi diversi rispetto a quelli che si trovano in Italia e anche la concorrenza è nettamente diversa. Io lo trovo ancora più divertente, perché in competizioni del genere c’è tutta un’altra atmosfera. Inoltre, le gare internazionali ti permettono di raccogliere punti UCI, anch’essi molto importanti.

Un vostro punta di forza e un vostro lato debole per quanto riguarda il ciclocross.

Alice: Un mio punto di forza è la tenacia, la forza di non mollare mai e di conseguenza cercare di migliorarmi sempre di più. Proprio per questo, infatti, vorrei migliorare nei percorsi altimetrici in modo di essere più competitiva anche in questi tipi di tracciati.

Elisa: Un mio punto di forza credo sia la mia determinazione, mentre un punto su cui invece devo migliorare è imparare bene a saltare gli ostacoli artificiali in sella alla mia bicicletta.

In questi ultimi anni abbiamo visto tantissimi campioni provenire dal ciclocross e ottenere risultati straordinari su strada. Quanto è importante secondo voi la multidisciplinarietà nel ciclismo moderno? Qual è, invece, la disciplina che vi piace di più?

Alice: Secondo me la multidisciplinarietà è fondamentale quest'oggi per la crescita di un atleta e da ogni disciplina si impara qualcosa di importante. Il ciclocross è la specialità che mi piace di più perché adoro correre col fango e mi diverto un sacco, ma non passa in secondo piano nemmeno il percorso che sto facendo su strada.

Elisa: La multidisciplinarietà è, a parer mio, molto importante soprattutto per i ciclisti più piccoli. Infatti fare più discipline può offrire un vantaggio enorme per il futuro. Il ciclocross è da sempre la disciplina che preferisco, in assoluto.

Qual è il o la ciclista a cui fate riferimento?

Alice: Devo dire Mathieu Van Der Poel per quanto riguarda gli uomini e Marianne Vos invece in ambito femminile.

Elisa: A livello ciclistico non ho un vero e proprio punto di riferimento, anche se sicuramente Kate Courtney è una delle cicliste che stimo di più. L’atleta, però, che più mi ispira e a cui faccio riferimento è indubbiamente la sciatrice Mikaela Shiffrin.

Quali sono i vostri prossimi obiettivi per questo 2021?

Alice: In questo 2021 spero di fare una buona stagione su strada e di arrivare pronta alla prossima stagione di ciclocross con il nuovo salto di categoria da Under 23 (Alice è stata riconfermata dall'U.C. Conscio Pedale del Sile con la quale correrà su strada anche nel 2021, ndr).

Elisa: Avendo appena terminato la stagione di ciclocross, non mi sono ancora posta degli obiettivi per questa stagione estiva 2021. Comunque praticherò principalmente mountain bike, alternandola con qualche gara su strada.

Ultima domanda di rito. Quali sono i tuoi luoghi e le tue salite preferiti in cui amate allenarvi qui in Friuli?

Alice: Io mi alleno spesso nelle zone del Cornino oppure verso Gemona. Le salite che solitamente faccio sono il Cjanet e Monte Prat.

Elisa: Solitamente mi alleno vicino casa, spesso nei pressi di Nimis e Tarcento oppure verso Cividale.


Ringraziamo Alice Papo e Elisa Rumac per la loro disponibilità e auguriamo ad entrambe una nuova stagione ricca di soddisfazioni per loro e per tutti i tifosi che le seguono.

 
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